di
Massimiliano Nerozzi
Tudor vuole ripartire dopo il pari di Verona, solito ballottaggio per la punta. Intanto a Torino arriva Darren Burgess, preparatore atletico già diventato un gurui sui social
Per la cronaca, Juve-Atalanta si gioca alle sei della sera dentro l’Allianz Stadium, ma per la storia (recente) non è esattamente casa dolce casa: Madama ha vinto l’ultima il 14 marzo 2018, quando ancora c’era l’Impero dei nove scudetti, poi il diluvio (5 pareggi e due sconfitte), universale l’ultima volta, con lo 0-4 che iniziò a svitare i bulloni della panchina di Thiago Motta. «Abbiamo lavorato bene, ma sarà fondamentale giocare con attenzione — chiarisce Igor Tudor — senza lasciare spazio all’Atalanta». Perché Ivan Juric, il collega, è uno troppo bravo: «E un amico, che ha un modo di allenare fantastico e che ha fatto cose straordinarie, ma è un po’ sottovalutato». Il tecnico nerazzurro ricambia: «Giochiamo contro una grande squadra, sarà dura».
Con la Juve — come la Dea, del resto — sull’uscio di un’altra settimana strizzata tra Champions (a Villarreal) e di nuovo campionato (Milan), Tudor è alla prese con dubbi di assemblaggio: «A certi giocatori non vuoi rinunciare mai, poi magari, nel corso della partita, ti dici: «era meglio questo invece di quello». Solito ballottaggio in prima linea, per il nove, con chance per Zhegrova (o Conceicao) di fianco a Yildiz. Resta un giocatore speciale Cambiaso — «un terzino che vede le cose come un centrocampista» — ma che «dovrebbe avere più costanza»: nel caso, «potenzialmente è giocatore da migliori club, City, Real, Liverpool». Parole — di rara sincerità — che hanno fatto un po’ arrabbiare l’ala più ortodossa e orgogliosa del tifo. Imperturbabile nonchalance per l’ingaggio del preparatore atletico Darren Burgess, diventato subito guru (sui social): «Questo signore non è ancora arrivato».











