Lo scenario più pericoloso è quello di un intervento militare di Israele, se le navi della Flotilla dovessero provare a violare il blocco navale. Questa eventualità, considerata appunto ad alto rischio, ha spinto Sergio Mattarella a lanciare il suo appello a chi naviga verso Gaza. Una decisione diretta e personale, non concordata con nessuno, ma anticipata in una telefonata con Giorgia Meloni. Che ha apprezzato l'iniziativa, considerata "un tentativo di evitare il peggio", in una situazione internazionale già molto delicata, garantendo tutto il proprio sostegno.

Mattarella in questi mesi è sempre stato chiaro nel condannare il comportamento di Israele a Gaza, e anche questa volta ha sottolineato il "valore" dell'operazione della Flotilla. In parallelo ha apprezzato le mosse del governo, con il ministro della Difesa Guido Crosetto che ha schierato il Fasan dopo gli attacchi con i droni alle barche, e con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che con il suo omologo israeliano ha concordato la possibile sponda via Cipro con il Patriarcato per far giungere gli aiuti umanitari a Gaza.

L'appello del capo dello Stato rappresenta quindi uno spartiacque. Da quel momento sono iniziate una serie di interlocuzioni tra governo e opposizioni, e in parallelo contatti continui fra premier e Mattarella per fare il punto sulla situazione. Tajani si è attivato per parlare con Elly Schlein e provare a sentire Giuseppe Conte. Dopo le prime dichiarazioni che tendevano a respingere la proposta del Colle, qualcosa si è smosso. E così Meloni ha ringraziato i partiti di opposizione che hanno invitato gli attivisti della Flotilla ad accettare le soluzioni alternative proposte.