Venticinque minuti infarciti di nervosismo a margine dell’Assemblea generale dell’Onu, lei. Due interventi dal tono distensivo e istituzionale nelle aule di Camera e Senato, lui. Il modo in cui nelle ultime ore Giorgia Meloni e Guido Crosetto hanno affrontato il delicatissimo dossier della spedizione della Global Sumud Flotilla a Gaza hanno portato l’opposizione a sottolineare, non senza una certa ironia: “Sembrate di due partiti diversi” (Elly Schlein dixit).
“La mia condanna è totale per quello che è accaduto stanotte”, ha premesso ieri Giorgia Meloni dinanzi a microfoni e telecamere al Palazzo di vetro di New York riferendosi all’attacco con i droni subito nella notte tra martedì e mercoledì dalla flottilla internazionale che punta a rompere l’assedio israeliano alla Striscia, sulla quale viaggiano diversi italiani tra cui 4 parlamentari. Ma poi ha messo nel mirino la spedizione: “Tutto questo è gratuito, pericoloso, irresponsabile. Non c’è bisogno di rischiare la propria incolumità di infilarsi in un teatro di guerra per consegnare aiuti a Gaza che il governo italiano avrebbe potuto consegnare in poche ore”, ha detto la premier, parlando di “iniziative che sembrano prevalentemente fatte non per consegnare gli aiuti, ma per creare problemi al governo“.













