È arrivata all’ultima tappa, poi c’è Gaza: la Global Sumud Flotilla deve partire dalle coste di Creta per raggiungere le spiagge della Striscia, ma ritarda l’avvio della traversata per un guasto avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì. E in queste ore di attesa arriva l’appello del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che si rivolge con preoccupazione all’equipaggio. “Non mettete a rischio la vostra incolumità”, la vostra è una “iniziativa di valore”, dice il capo dello Stato, invitando ad “accogliere la disponibilità del patriarcato latino di Gerusalemme“, che si è offerto già nei giorni scorsi per ricevere gli aiuti a Cipro e distribuirli alla popolazione. Ma dalla Flotilla l’invito viene respinto: “Non possiamo accettare questa proposta perché arriva per evitare che le nostre barche navighino in acque internazionali con il rischio di essere attaccati”, ha dichiarato Maria Elena Delia, la portavoce per l’Italia. E qualche ora dopo un’altra rappresentante della missione, Simona Moscarelli, ha chiarito: “È vero che stiamo portando degli aiuti umanitari a Gaza ma non è l’obiettivo principale della nostra missione. Il nostro è un atto politico, noi vogliamo creare un corridoio umanitario stabile, rompere il blocco navale degli israeliani e vogliamo che questo genocidio cessi il prima possibile”.