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"La missione continua". Con un comunicato diffuso all'indomani dell'appello del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, la delegazione italiana della Global Sumud Flotilla ha fatto sapere di non voler interrompere la navigazione verso est insieme al resto della flotta internazionale. "All eyes on Gaza" è il messaggio che chiude la nota in cui si specifica che a bordo sono rimaste circa 40 persone e che "ridurre la Flotilla al solo scopo (seppur importantissimo) della consegna degli aiuti umanitari è strumentale al boicottaggio della missione. Fin all'inizio l'attenzione massima è stata rivolta al blocco navale - illegale dal 2007 - di Israele a largo di Gaza, sull'assedio alla popolazione palestinese, sull'occupazione coloniale, sul genocidio".
Nessun cambio di rotta quindi, scenario che preoccupa il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che, da Telese Terme (Benevento) per un evento di FI, ribadisce prima l'impegno del governo affinché "nessun italiano e nessuno dei partecipanti possa rischiare" ma poi ammette di non aver avuto ancora nessuna interlocuzione con Maria Elena Delia, portavoce della delegazione italiana del 'Global Movement To Gaza'. "Io sono disposto ad ascoltare tutti, a parlare con tutti. Il mio telefono è sempre aperto" ma non ha squillato, confessa il segretario azzurro parlando di "libera scelta" in riferimento alla decisione di andare avanti presa dagli italiani a bordo della Flotilla. Una scelta che però, avverte, comporta "un rischio non secondario", ovvero quello di rompere il blocco navale israeliano.











