Doppia iniziativa giudiziaria di Donald Trump: l’ex direttore dell'Fbi James Comey è stato incriminato da un gran giurì per due imputazioni (falsa testimonianza e ostruzione della giustizia) per la parte avuta nel caso Russiagate durante la prima presidenza Trump. Inoltre, nell’ambito di una “campagna per stroncare il terrorismo di sinistra” in America sono finiti nel mirino di Trump George Soros e altri vip della finanza e dei media digitali. Il presidente ha firmato un memorandum che ordina al Dipartimento di Giustizia e all'Fbi (l’attuale Fbi) di “indagare sulla campagna organizzata di violenza politica e terrorismo interno finanziata da ricchi democratici”. A un giornalista che gli chiedeva se fra questi ci fosse George Soros, Trump ha risposto: "E' un nome che continuo a sentire. Sento anche quello di Reid Hoffman", cioè il miliardario che ha co-fondato LinkedIn. La reazione di Open Society Foundations Immediata la reazione da parte di Soros. La sua Open Society Foundations ha condannato l’inchiesta, definendola “un attacco politicamente motivato” per mettere a tacere gli avversari di Trump. La Open Society Foundations ribadisce di “condannare inequivocabilmente il terrorismo. Le nostre attività sono pacifiche e legali. Queste accuse sono attacchi politicamente motivati alla società civile, volti a mettere a tacere la libertà di parola di chi non d’accordo con l’Amministrazione. Questo viola il diritto alla libertà di parola sancito dal Primo Emendamento della Costituzione americana”.