WASHINGTON. Una giuria federale ha incriminato questo giovedì l'ex direttore dell'FBI James Comey per due capi d'accusa, segnando una escalation significativa degli sforzi di Donald Trump per prendere di mira i suoi oppositori politici. Il presidente, infatti, starebbe utilizzando il Dipartimento di Giustizia come uno strumento di vendetta contro i suoi critici più accaniti, minandone l'indipendenza attraverso interferenze e ordini di investigare chi reputa come suo “nemico”. Comey e il suo bureau avevano aperto un’indagine sulla campagna presidenziale di Trump, nel luglio 2016, per possibili legami con la Russia. Dopo il suo licenziamento nel 2017, per mano del repubblicano, Comey si era convertito in un duro critico del tycoon newyorkese, arrivando a definirlo "moralmente inadatto" a ricoprire la carica presidenziale e una minaccia per l’America, nel caso avesse rivinto le elezioni. L’ex direttore dell'FBI è stato accusato di false dichiarazioni e di ostruzione alla giustizia, in relazione a una testimonianza resa al Senato quasi cinque anni fa. La maggioranza dei giurati non ha approvato l'incriminazione per un'ulteriore accusa di aver mentito al Congresso – uno sviluppo insolito, dato che i giurati raramente respingono le accuse. La Procuratrice Generale Pam Bondi, che aveva ricevuto pressioni da Trump affinché condannasse Comey lo scorso weekend, ha affermato che l’ex direttore ha ostacolato un'indagine del Congresso sulla divulgazione d’informazioni sensibili e ha rilasciato una falsa dichiarazione, nel settembre 2020, durante un’udienza davanti alla Commissione Giustizia del Senato. In particolare, Comey avrebbe falsamente affermato di non aver autorizzato nessun altro membro dell'FBI a fungere da fonte anonima per alcuni articoli riguardanti l’indagine del 2016 sulla ex Segretaria di Stato Hillary Clinton e il suo utilizzo di server privati per ricevere email riservate. «Nessuno è al di sopra della legge», ha scritto Bondi su X, nonostante nei mesi precedenti avesse espresso silenziosamente preoccupazione circa la debolezza delle prove contro Comey. «L'atto d'accusa di oggi riflette l'impegno del Dipartimento di Giustizia nel ritenere responsabili chi abusa di posizioni di potere per ingannare il popolo americano. In questo caso, seguiremo i fatti», ha dichiarato la Procuratrice.Trump sostiene che le sue azioni, ora, siano motivate dall'uso del Dipartimento di Giustizia come un’arma contro di lui negli anni passati. Su Truth Social, ha celebrato l'incriminazione, affermando che la giustizia è stata fatta negli Stati Uniti. Ha inoltre definito l’ex direttore dell’FBI — da lui licenziato nel 2017 — “uno degli esseri umani peggiori che questo paese abbia mai avuto”. Da parte sua, Comey ha ribadito la sua innocenza in un video su Instagram, ammettendo che opporsi a Donald Trump ha un costo. Tuttavia, ha aggiunto, non vivrà in ginocchio. «Sono dispiaciuto per il Dipartimento di Giustizia, ma ho grande fiducia nel sistema giudiziario federale. E sono innocente. Quindi che abbia luogo questo processo», ha dichiarato. L'atto d'accusa, depositato ad Alexandria, in Virginia, è stato presentato nonostante l'opposizione dei procuratori del distretto orientale dello stato, che avevano ritenuto insufficienti le prove a sostegno delle accuse. Di fronte alle resistenze dentro il distretto, Trump ha perso la pazienza la settimana scorsa, costringendo alle dimissioni il procuratore degli Stati Uniti che sovrintendeva l’indagine su Comey, Erik S. Siebert. Qualche giorno dopo, al suo posto, ha nominato personalmente Lindsey Halligan, una fedele alleata del presidente — senza alcuna esperienza come procuratrice — che ha portato a termine l’indagine e presentato le accuse a una giuria. Comey comparirà davanti a un giudice, per la prima volta, la mattina del 9 ottobre ad Alexandria, in Virginia. Il processo legale si svolgerà in questo stato perché Comey aveva testimoniato davanti al Congresso dalla sua casa di McLean, sempre in Virginia.Se condannato, rischia fino a cinque anni di carcere. Allo stesso tempo, gli esperti legali ritengono che il caso potrebbe essere difficile da dimostrare. Diversi ex e attuali funzionari del Dipartimento di Giustizia hanno espresso profonde preoccupazioni per le accuse penali presentate contro Comey. Le conseguenze potrebbero essere di vasta portata, includendo le dimissioni di altri procuratori per il modo in cui l'attuale amministrazione sta utilizzando l'agenzia e l'erosione della fiducia del pubblico nella giustizia statunitense. Trump ha cercato a lungo di rivoltare il sistema giudiziario penale contro coloro che lo hanno indagato. A differenza del suo primo mandato, ha riempito le posizioni più alte del Dipartimento di Giustizia con figure fedelissime, che hanno avviato un'indagine penale su Comey, sull'ex direttore della CIA John Brennan e su altri individui che, secondo Trump, avrebbero cospirato contro di lui. Inoltre, da quando è tornato alla Casa Bianca, il presidente si è impegnato in un’ampia gamma di azioni per colpire i suoi oppositori politici, sfruttando vari strumenti del governo federale. Ad esempio, la sua amministrazione ha revocato le autorizzazioni per ricevere informazioni e documenti riservati a più di una dozzina di avversari politici, tra cui l'ex presidente Joe Biden, la ex vicepresidente Kamala Harris e diversi ex funzionari dell'amministrazione passata.
L’ex capo dell’Fbi James Comey incriminato, indagò sul Russiagate. Lui: “Io innocente”. Trump esulta
Per lui due capi d'accusa, dichiarazioni false e ostruzione alla giustizia, un terzo respinto. Sull’incriminazione solo la firma della ex legale di Trump, segn…










