La battaglia tra Apple e l'Unione Europea ha raggiunto il punto di rottura. In una corposa risposta alla consultazione pubblica della Commissione Europea datata settembre 2025, l'azienda di Cupertino ha chiesto formalmente l'abrogazione del Digital Markets Act, la legge che da 18 mesi regola l'operato dei giganti tecnologici nel vecchio continente. La radicale richiesta arriva dopo un anno e mezzo di applicazione delle norme che Apple definisce dannose per gli utenti europei, discriminatorie nell'applicazione e pericolose per la sicurezza. Il documento di 25 pagine presentato da Apple non lascia spazio a interpretazioni: secondo l'azienda statunitense il DMA sta creando più problemi di quanti ne risolva.
Il contesto della disputa
Il Digital Markets Act è entrato in vigore il 7 marzo 2024 con l'obiettivo di regolare le aziende tecnologiche che fungono da "gatekeeper", ovvero quelle con oltre 45 milioni di utenti mensili attivi in Europa e una capitalizzazione superiore ai 75 miliardi di euro. Le aziende interessate sono Apple, Google, Meta, Microsoft, Amazon e ByteDance, l'unica non statunitense del gruppo. Per Apple, le norme hanno imposto modifiche radicali a iOS, iPadOS, all'App Store e a Safari, con l'obbligo di aprire l'ecosistema a competitor e sviluppatori esterni. L'impatto più significativo riguarda l'obbligo di permettere app store alternativi, l'interoperabilità forzata con dispositivi di terze parti e la possibilità per gli sviluppatori di utilizzare sistemi di pagamento esterni.














