Dopo gli sforzi per adeguarsi, la rottura. Apple ha infatti presentato ufficialmente ricorso contro la decisione della Commissione Europea che impone di rendere iPhone e iOS più interoperabili con i dispositivi concorrenti. Il 30 maggio l’azienda ha depositato la propria sfida legale presso il Tribunale dell’UE a Lussemburgo, contestando le misure imposte a marzo nell’ambito del Digital Markets Act. Misure che, come abbiamo scritto più volte, impongono alla casa di Cupertino di smontare (e aprire) i pezzi chiave di un ecosistema che ha fatto grande Apple.
Piccolo passo indietro: secondo le nuove regole europee, Apple è obbligata a garantire agli sviluppatori di terze parti l’accesso a funzionalità del sistema operativo iOS finora riservate ai propri prodotti. Un obbligo che rompe la scatola in cui l’azienda californiana ha chiuso i segreti del suo successo: da Apple Pay, alle interazioni con Apple Watch.
Si tratta di azioni che da Cupertino hanno contestato duramente, pur cercando un punto di incontro. Adesso, invece, l’azienda di Tim Cook ha deciso di passare alla fase due, e appellarsi contro le nuove norme. In una dichiarazione attribuita a un portavoce dell’azienda, Apple sostiene che la normativa rischia di compromettere la sicurezza degli utenti, forzandola a condividere dati sensibili con concorrenti.








