Apple alza ancora la voce contro la Commissione europea e denuncia come il Digital markets act stia «compromettendo l’esperienza degli utenti europei». Lo fa con un comunicato diffuso il 25 settembre sul suo sito che boccia come inadeguato il provvedimento della Commissione: «In questo periodo – spiega – è diventato chiaro che il Dma sta portando a un’esperienza peggiore per gli utenti Apple nell’Ue. Li sta esponendo a nuovi rischi e sta interrompendo il modo semplice e senza interruzioni con cui i loro prodotti Apple funzionano insieme», dichiara l'azienda nel suo comunicato ufficiale. La richiesta di Cupertino è diretta: «Stiamo esortando i regolatori a dare un’occhiata più da vicino a come la legge sta influenzando i cittadini Ue che usano i prodotti Apple tutti i giorni». Apple sottolinea che i suoi utenti europei meritino la stessa qualità tecnologica del resto del mondo, ma lamenta che il framework normativo attuale renda questo obiettivo sempre più irraggiungibile.
Intrdotto nel 2022, il Digital Markets Act è un regolamento pubblicato dalla Commissione per difendere gli utenti europei contro il predominio delle società di big tech limitando alcuni aspetti di progettazione dei loro prodotti. La normativa identifica le cosiddette “gatekeeper” e impone loro specifici obblighi di interoperabilità e apertura. «Il Dma – scrive l’azienda guidata da Tim Cook – sta penalizzando molte parti dell’esperienza dei nostri utenti Ue sui nostri prodotti — da come scaricano le app e fanno pagamenti per le app, a come i loro prodotti Apple funzionano insieme». L’obiettivo dichiarato del testo europeo è favorire la sana concorrenza nei mercati digitali, ma secondo l'azienda di Cupertino la realtà si sta rivelando inefficace. Cosa viene contestato e da chi Le critiche di Apple si concentrano su tre aspetti principali: ritardi nelle funzionalità, rischi per la sicurezza e minacce alla privacy. «Il Dma – spiega la società – richiede ad Apple di far funzionare certe funzionalità su prodotti e app non-Apple prima che possiamo condividerle con i nostri utenti», spiega l’azienda, causando ritardi significativi. Particolarmente preoccupanti sono le richieste di accesso a dati sensibili: «Finora, le aziende hanno presentato richieste per alcuni dei dati più sensibili sull’iPhone di un utente – inclusi – il contenuto completo delle notifiche di un utente e l’intera cronologia delle reti Wi-Fi a cui un utente si è collegato».














