“Si risparmiano oltre tre miliardi all’anno sui poveri e si promettono due miliardi e mezzo di spesa in più per il riarmo”. A tradurre in numeri la bizzarria è l’Alleanza contro la povertà, gruppo di associazioni e sindacati che da dodici anni chiede investimenti pubblici contro l’indigenza. Ieri ha tenuto a Roma un incontro in cui ha rilanciato una serie di proposte per migliorare l’Assegno di inclusione (Adi) e il Supporto formazione lavoro (Sfl), le due misure che il governo Meloni ha introdotto per sostituire il Reddito di cittadinanza che era molto più generoso.
Nel passaggio tra i due strumenti, la riduzione dello stanziamento sulla carta è stata pari a 1,7 miliardi: da 8,8 miliardi del Reddito a 7,1 miliardi di Adi e Sfl. Bisogna però considerare le spese effettive le quali, calcola sempre l’Alleanza, hanno fermato la spesa per l’Adi a 4,5 miliardi e ad appena 250 milioni quella per Sfl (cioè i rimborsi per i corsi di formazione). Insomma, oltre alla riduzione della dote, ulteriori risparmi sono arrivati per via della minore spesa rispetto a quella preventivata, e la cifra finale è stata di 4,8 miliardi. Quindi, considerando che – prima dell’arrivo del governo Meloni – il Reddito di cittadinanza aveva una spesa effettiva di 8 miliardi, l’abbattimento finale della spesa dovrebbe essere di circa 3,2 miliardi di euro.







