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4 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 18:40

Tagliare le spese militari, un’imposta dell’1% sui grandi patrimoni sopra i cinque milioni di euro, tassare le speculazioni finanziarie e gli extra profitti delle imprese militari, fermare il progetto del Ponte sullo stretto di Messina. E ancora, cancellare i sussidi ambientalmente dannosi, i Cpr e il protocollo Italia-Albania. Tutto con l’obiettivo di rilanciare la sanità, gli investimenti pubblici per costruire la transizione ecologica, promuovere misure redistributive, in modo da ridurre le disuguaglianze e rafforzare le politiche di pace. Sono questi i principali punti della contromanovra lanciata, come ogni anno, dalla campagna “Sbilanciamoci!“, composta da oltre 50 associazioni della società civile, che boccia la finanziaria del governo Meloni come “sbagliata, lacunosa e modesta”.

“Vogliamo un cambio di rotta per il Paese. Con le nostre 111 proposte tracciamo l’idea di un’economia diversa, fatta di scelte coraggiose e di un modello di sviluppo che rimetta al centro le persone, i territori e il futuro delle giovani generazioni”, ha rilanciato il portavoce Giulio Marcon, nel corso di una conferenza stampa in Senato, dove hanno partecipato anche esponenti delle opposizioni, dal capogruppo Pd a Palazzo Madama Francesco Boccia, al senatore Tino Magni di Avs e alla vicepresidente dei senatori M5s Alessandra Maiorino.