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10 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 15:57
“Sostenere, nelle sedi opportune, la posizione di non adesione all’obiettivo del 5% del Pil destinato alla spesa militare in ambito Nato” e “intraprendere un percorso analogo a quello della Spagna, promuovendo un dialogo all’interno dell’Alleanza che valorizzi il principio della condivisione equilibrata degli oneri“. Lo chiede il gruppo del Pd alla Camera nella sua mozione sull’aumento delle spese per la difesa, in discussione mercoledì a Montecitorio insieme ad altri tre testi sullo stesso argomento (presentati rispettivamente da M5s, Verdi-Sinistra e Azione). I dem citano il caso del Paese iberico, il cui premier Pedro Sánchez ha rifiutato di impegnarsi a raggiungere il target, sfidando il governo a lavorare per una “radicale revisione del piano di riarmo” proposto dalla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen, “al fine di assicurare investimenti comuni effettivi non a detrimento delle priorità sociali di sviluppo e coesione, e di condizionare tutte le spese e gli strumenti europei alla pianificazione, lo sviluppo, l’acquisizione e la gestione di capacità comuni per realizzare un’unione della difesa“. L’Italia, si legge nel documento, dev’essere “protagonista nella costruzione di una vera difesa comune europea e non di un riarmo degli eserciti nazionali privo di coordinamento”.







