Preoccupati, stanchi e di certo spaventati. Ma con la stessa determinazione della partenza. «L’obiettivo è Gaza». ripetono: «Le intimidazioni non ci scoraggiano, vogliamo aprire un varco nel blocco navale imposto da Israele e consegnare gli aiuti alla popolazione. Non ci fermeranno». Sulle barche della Global Sumud Flottilla l’eco degli attacchi di martedì notte si fa ancora sentire, alcune imbarcazioni sono state danneggiate dai droni che per tre ore hanno tenuto sotto pressione gli equipaggi dell’intera operazione: con il disturbo nelle comunicazioni via radio, il lancio di oggetti, bombe sonore e gas urticanti. La Zefiro, tra le più colpite, è stata costretta a evacuare il personale di bordo sulla nave di Emergency.

Ma gli attivisti sentono di aver incassato anche una prima timida vittoria: la mossa del ministro della Difesa, Guido Crosetto, di inviare la fregata Fasan «per eventuali attività di soccorso». «Non l’abbiamo ancora vista e non sappiamo quali siano le regole di ingaggio. Ma di certo è un’ottima notizia per ora, perché potrebbe scoraggiare nuovi attacchi», sottolinea Tony La Piccirella, uno degli attivisti a bordo della Family, alla sua seconda spedizione verso Gaza. «Di certo, questa è una vittoria politica enorme ed è dovuta alla mobilitazione della società civile, in particolare quella italiana, che lunedì scorso è scesa in piazza per Gaza e per supportare noi. E che ha ribadito la sua posizione sotto Montecitorio mentre le forze politiche di opposizione occupavano l’aula». Per ora la flotta prosegue il viaggio nelle acque internazionali sotto Creta, tenendosi però a 12 miglia da quelle greche, per mettersi al riparo nel caso di nuove intimidazioni mirate. «È stato un attacco agli equipaggi di tre Paesi: Italia, Inghilterra e Polonia, gravissimo e senza precedenti, che ha messo a rischio la vita delle persone nella più totale illegalità» aggiunge la portavoce italiana della missione Maria Elena Delia a bordo della Morgana, una delle undici barche a vela che ha riportato danni. Con lei anche i parlamentari Marco Croatti del Movimento cinque stelle e Benedetta Scuderi di Avs. «Quello che abbiamo passato è inaccettabile perché siamo imbarcazioni civili. Stavamo navigando in acque internazionali e battiamo bandiera italiana - sottolinea l’europarlamentare -. È un attacco che deve essere condannato e che deve avere una risposta seria: vogliamo sapere da dove sono partiti quei droni e chi ha dato l’ordine, ma anche se ci sono complicità con Israele di altri paesi». Per Scuderi sono intollerabili anche le parole della premier, Giorgia Meloni: «Parla di 'infilarsi in un teatro di guerra' in relazione alla nostra missione umanitaria verso Gaza? Noi eravamo in acque internazionali. Forse farebbe bene a pensare che abbiamo l’unico obiettivo di aiutare Gaza per cercare di colmare un vuoto assoluto dei governi europei, compreso il suo».