Roma, 24 set. (askanews) – La Global Sumud Flotilla ha denunciato “esplosioni, droni non identificati e interferenze nelle comunicazioni” nel corso della navigazione verso la Striscia di Gaza. “Stiamo assistendo in prima persona a queste operazioni psicologiche, ma non ci lasceremo intimidire”, si legge sui canali social della Flotilla, dove è stato pubblicato anche un video di una delle esplosioni. L’attacco è avvenuto nella notte al largo di Creta, in Grecia. La flotta internazionale di 51 navi di diversi Paesi, a bordo delle quali anche parlamentari ed europarlamentari italiani, ha riferito via social che almeno 15 droni hanno sorvolato dall’una di notte le imbarcazioni a intervalli regolari di dieci minuti, registrando a seguire esplosioni a bordo. Il giornalista del sito americano Drop Site, Alex Colston, che si trova a bordo della Flotilla, ha riferito di “numerosi droni” che sorvolano l’area della navigazione, con “i capitani che coordinano le posizioni delle imbarcazioni e gli equipaggi che rimangono in stato di massima allerta, dopo almeno 12 esplosioni su nove imbarcazioni”. La Global Sumud Flottilla non ha esitato a indicare Israele come responsabile dell’attacco. Nei giorni scorsi erano stati denunciati un precedente attacco in acque tunisine e successivi sorvoli di droni in acque internazionali. “Esplosioni, droni non identificati e disturbo delle comunicazioni. Il limite cui Israele e i suoi alleati sono disposti a spingersi per prolungare gli orrori della fame e del genocidio a Gaza – ha denunciato Global Flotilla su X- è disgustosa. Stiamo assistendo in prima persona a queste operazioni psicologiche. Ma non ci faremo intimidire, la nostra determinazione è più forte che mai. Queste tattiche non ci scoraggeranno dalla nostra missione di portare aiuti a Gaza e rompere l’assedio illegale. Ogni tentativo di intimidirci rafforza solo il nostro impegno. Non saremo messi a tacere. Continueremo a navigare”. “A partire dall’una e fino alle quattro del mattino abbiamo ricevuto attacchi costanti, prima con materiale urticante e poi con bombe sonore, ossia esplosioni che possono anche fare danni materiali. La nostra imbarcazione ne ha ricevute tre e una ha colpito l’albero, rompendo la vela principale. Eravamo in acque internazionali, ci potevamo fare anche molto male se ci fossimo trovati fisicamente nel punto in cui questi dispositivi sono caduti. Fortunatamente al momento