La notte al largo di Creta è squarciata da una pioggia di polveri urticanti e bombe sonore che sconvolge per diversi minuti gli equipaggi della Sumud Flotilla, danneggiando vele e rande.
Un attacco sferrato attraverso quindici droni con l'obiettivo di dissuadere gli attivisti diretti a Gaza con cibo e medicine. Una "rappresaglia di Israele", la definiscono gli attivisti, che non li ha dissuasi dal proseguire verso la Striscia.
Flotilla sotto attacco, colpita una imbarcazione
L'unico effetto sortito finora è una condanna unanime a livello internazionale, dall'Unione europea all'Onu, che già annuncia un'indagine sulla vicenda. L'Italia invece invia in soccorso una fregata della marina militare mentre il governo, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, tenta una mediazione per permettere l'ingresso degli aiuti attraverso Cipro, portandoli al Patriarcato latino di Gerusalemme, che si assumerebbe poi la responsabilità di consegnarli attraverso un corridoio aperto dalle misericordie.
"Stiamo aspettando una risposta dalla flottiglia", dice la premier Meloni da New York facendo "un appello alla responsabilità di tutti, perché non si può rischiare l'incolumità delle persone per fare iniziative che sembrano prevalentemente fatte non per consegnare gli aiuti, ma per creare problemi al governo". L'obiettivo è di evitare nuove azioni offensive di Israele, ma dalla flotta umanitaria, che sta attraversando l'Egeo in acque internazionali con cinquantuno navi, per ora resta la richiesta di una scorta marittima.










