BOLOGNA – La marea di lunedì scorso non si è fermata. Ha invaso anche Piazza Maggiore, per continuare a chiedere di "bloccare tutto" davanti l’orrore di Gaza. Sotto il Nettuno c’erano le bandiere dei sindacati di base, che hanno proclamato lo sciopero generale del 22, e anche quelle di Potere al Popolo. C’era anche la Cgil. Così come le piattaforme di Labas e Tpo, Cambiare Rotta e il gruppo dei Giovani Palestinesi, che avevano chiamato in assemblea. Al di là della fontana, invece, tutte quelle persone, migliaia, che si definiscono ancora "l’equipaggio di terra della Global Sumud Flotilla", di cui hanno ricordato gli attacchi subiti nella notte a largo della Grecia, e che vogliono a gran voce che lo stato di Palestina "venga riconosciuto subito".
(eikon)
Mentre sul palazzo di Salaborsa scorrono in chiaro le scritte luminose: “Stop al Genocidio”, “Free Palestine”. In piazza, ci sono anche i rappresentanti di Coalizione Civica, con la vicesindaca Emily Clancy e con il consigliere comunale Detjon Begaj che spiega come si tratti di: «Un grande movimento ed è un grande segnale che non si stia fermando. Perché deve spingere le istituzioni a rompere ogni complicità con Israele». Poi l'equipaggio di terra della Flotilla ho proseguito in corteo per le vie del centro.










