Non era previsto, il presidio che ha gremito piazza Prefettura dalle 18,30 di oggi, mercoledì 24 settembre. Non fino a ieri sera. Poi la realtà è andata avanti, seguendo un filone ormai tristemente in voga: con un attacco, l’ennesimo, sferrato ai danni della Global Sumud, la flotta impegnata nel tentativo di forzare il blocco navale imposto da Israele e portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese. Una dozzina di droni, nella notte scorsa, ha attaccato sei delle 43 imbarcazioni della Sumud, come testimoniato anche dall’attivista barese Tony Lapiccirella, anch’egli in rotta verso Gaza.

E allora una nuova mobilitazione, a soli due giorni dal corteo oceanico che lunedì scorso si è riversato per le vie di Bari come in quelle di molte altre città italiane. E in un momento, peraltro, in cui il dibattito per il mancato riconoscimento dello stato di Palestina da parte del Governo italiano s'è fatto sempre più acceso. Circa 150 persone, perlopiù studenti universitari, erano oggi in piazza Prefettura, nonostante un cielo incerto, chiamati a raccolta per una nuova protesta pacifica. Stessi slogan, stesso grido: “Free Palestine”.

“Ce lo impone la realtà – ha detto Gabriele Tedesco, rappresentante di Udu Link – Noi continueremo a mobilitarci finché le cose non miglioreranno. In quanto studenti abbiamo lanciato un appello, raccogliendo la piena adesione dell’Università di Bari, che nei giorni scorsi ha riconosciuto il valore della missione umanitaria”. E proprio all’Università e al Politecnico di Bari adesso rivolgono un nuovo invito: “Vogliamo la cessazione dei rapporti con le università israeliane. È necessario isolare lo stato di Israele e isolarlo dal punto di vista diplomatico. Basta ambiguità: serve trasparenza”.