NEW YORK. Si scuserà oppure no? È la domanda che circolava da lunedì, da quando Abc aveva annunciato il ritorno in video di Jimmy Kimmel dopo che il 17 settembre la Disney – proprietaria della rete Abc da cui lo show va in onda – aveva deciso di sospenderlo a causa dei commenti sulla morte di Charlie Kirk. E dopo che il presidente della Federal Communications Commission, Brendan Carr, aveva neanche troppo velatamente minacciato Abc se non avesse preso provvedimenti con la conseguenza che i principali gruppi proprietari di stazioni radiofoniche statunitensi Sinclair e Nexstar avevano deciso di ritirare il programma notturno dalle loro affiliate Abc, un totale di 53 stazioni in tutti gli Stati Uniti.
La risposta è no, Kimmel non si è tecnicamente scusato, ma si è molto, molto commosso con un monologo che l’ha portato più di una volta alle lacrime. Accolto da una standing ovation – ce ne saranno altre– il comico è apparso subito emozionato e ha fatto precedere il monologo con un montaggio di spezzoni di altri programmi che definivano il suo ritorno come un momento storico della storia della televisione. «Forse dovremmo cambiarci», ha detto al suo fedele sodale Guillermo: i due erano vestiti uno da orso, l’altro da banana. Rientrato in studio in abiti civili, Kimmel ha iniziato la parte più seria del suo discorso. Ha ringraziato tutti i colleghi che lo hanno sostenuto, tutti gli amici, il pubblico e anche chi «non ha mai amato il programma ma si è battuto perché andasse in onda».










