Jimmy Kimmel è tornato martedì sera al timone del suo Jimmy Kimmel Live! dopo una settimana di sospensione, segnando un nuovo capitolo in un dibattito che da giorni divide gli Stati Uniti sul tema della libertà di parola. L’apertura del suo monologo è stata netta: “Questo show non è importante. Quello che conta è che viviamo in un Paese che ci permette di avere un programma come questo. Silenziare i comici è antiamericano”.
Il conduttore ha ringraziato colleghi, pubblico e sostenitori, senza dimenticare “le persone che non supportano il mio show né ciò in cui credo, ma che comunque difendono il mio diritto a esprimere quelle opinioni”. Ha poi chiarito le parole che avevano scatenato le polemiche dopo l’omicidio dell’attivista conservatore Charlie Kirk: “Voglio che sia chiaro, perché per me è importante come essere umano: non è mai stata mia intenzione sminuire l’omicidio di un giovane uomo. Non credo che ci sia nulla di divertente in una cosa del genere. Né era mia intenzione incolpare un gruppo specifico per le azioni di quello che era chiaramente un individuo profondamente disturbato. Era, anzi, il contrario del messaggio che volevo mandare. Ma capisco che per alcuni sia sembrato fuori tempo o poco chiaro, o entrambe le cose. E per chi pensa che abbia puntato il dito, capisco perché siete arrabbiati. Se la situazione fosse stata invertita, probabilmente mi sarei sentito allo stesso modo”.










