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Ultimo aggiornamento: 19:00
La notizia non è che i giornali non riportano la notizia, la notizia è che ci siamo. Finalmente, ci siamo.
I giornali per i quali a Gaza non è in corso un genocidio ma una guerra – pensate: la prima guerra nella storia combattuta non da due eserciti ma da un solo! Un esercito dotato di carri armati e aviazione con i quali bombarda sistematicamente la popolazione civile e distrugge ogni ospedale, ogni casa, ogni chiesa, ogni scuola – quei giornali lì, quei telegiornali lì, raccontano che in Italia, nel giorno della più partecipata e diffusa manifestazione per la pace di un popolo oppresso di sempre, era invece in corso una guerriglia.
I giornali che per mesi non hanno visto la violenza delle armi di Israele che crivellano di colpi i bambini, i vecchi, i medici, hanno aguzzato lo sguardo per scorgere, tra centinaia di migliaia di persone in piazza, le poche decine che hanno rovesciato una sedia, lanciato un sasso, in un paio di piazze su cento. Li hanno visti, denunciati, sbattuti in prima pagina a togliere la scena ai morti ammazzati a Gaza e in Cisgiordania, alla marea pacifica e indignata di persone, famiglie, insegnanti, preti che hanno letteralmente inondato le piazze di ogni città italiana rispondendo alla chiamata dei sindacati di base. Notizia, questa delle piazze italiane inondate dalle manifestazioni per la Palestina, che ha fatto il giro del mondo ma non dell’Italia.






