"Al Parlamento europeo, nel primo voto in Commissione respinta (13 a 12) la richiesta di revoca dell'immunità a Ilaria Salis. A ottobre il voto decisivo in Aula a Strasburgo. Chi sbaglia, non paga". Il primo commento di Matteo Salvini al verdetto di Bruxelles è un misto di rabbia e delusione.
Secondo fonti parlamentari, a risultare decisivi sarebbero stati, secondo fonti parlamentari, due eurodeputati del Partito Popolare Europeo. I tabulati tuttavia non saranno disponibili in quanto lo scrutinio è avvenuto con voto segreto dopo una richiesta del gruppo dei Socialisti e Democratici.
Proprio con i "franchi tiratori" del Ppe, allineati con la sinistra, se la prende la Lega. "Una eurovergogna targata sinistra e traditori del centrodestra, che usano la giustizia come un manganello. Oggi, altro colpo alla già scarsa credibilità della maggioranza del Parlamento europeo, ridotto a combriccola di gestione degli affari propri - si legge in una nota dell'eurogruppo del Carroccio -. I deputati del Ppe dovranno spiegare ai propri elettori il perché di un voto miseramente politico. Una scelta che invia un segnale sbagliato ai cittadini: la legge non è uguale per tutti".
Secondo la Lega il caso Salis è "un precedente grave, che rischia di incrinare il rapporto di fiducia tra istituzioni e società civile: la decisione di proteggere l’immunità di Ilaria Salis rappresenta una sconfitta del diritto e un pericoloso arretramento dei principi di giustizia che dovrebbero guidare le istituzioni europee. Ma non finisce qui: restiamo fiduciosi che la Plenaria saprà correggere questo errore, riaffermando i principi fondamentali dello Stato di diritto e restituendo dignità al ruolo del Parlamento europeo. Se qualcuno a Bruxelles crede ancora nella giustizia, è ora che esca allo scoperto". Di solito però le decisioni delle Commissioni non vengono mai smentite dalle plenarie.














