"La Commissione Giuridica questa mattina qui a Bruxelles ha votato: non è stata revocata l'immunità a Ilaria Salis. Chi sbaglia paga? Beh, sicuramente non in Europa". Lo scrive sui social l'europarlamentare Roberto Vannacci, vicesegretario della Lega, riassumendo alla perfezione il sentimento di delusione e rabbia che domina nel gruppo del Carroccio dopo il voto della Commissione Juri. L'eurodeputata di Avs, sotto processo in Ungheria con l'accusa di aver partecipato al pestaggio in strada a Budapest di un militante di estrema destra, salvo clamorosi e improbabili ribaltoni nella votazione in plenaria prevista il 7 ottobre, può considerarsi "salva".
Mentre la Lega parla di "eurovergogna" puntando il dito contro i due "traditori del centrodestra", due onorevoli del Ppe che hanno votato "no" insieme alla sinistra (la loro identità è ignota, visto che lo scrutinio in Commissione è stato segreto), nel campo progressista sprizzano tutti gioia.
"L'Italia, l'Europa e tutte le democrazie hanno il dovere di difendere i propri cittadini da ogni pericolo. Anche dagli abusi di potere e da quei Paesi che non garantiscono lo Stato di diritto, usando le leggi per reprimere la libertà di opinione", festeggia Nicola Zingaretti, capodelegazione del Pd all'Europarlamento. "In Ungheria, ad esempio, la questione non riguarda il diritto di chi governa ad attuare il proprio programma, ma il tentativo di restringere sempre più gli spazi di espressione e di libertà. Ed è proprio per questo che è positiva la scelta del Parlamento europeo, nella Commissione affari giuridici, di confermare l'immunità a Ilaria Salis. Difendendola il Parlamento difende tutte le cittadine e i cittadini europei. Un abbraccio a Ilaria".













