«Il Parlamento non ha riscontrato alcuna prova di fumus persecutionis», ovvero «elementi dai quali si evinca che le azioni giudiziarie in questione siano state intentate al fine di danneggiare l’attività politica della deputata in qualità di membro del Parlamento europeo». Sono queste le motivazioni con cui questa mattina, a Bruxelles, verrà votata la richiesta di revoca dell’immunità a Ilaria Salis. La relazione che chiede di toglierle l’immunità porta la firma di Adrian Vazquez Lazara, eurodeputato spagnolo del Ppe. Quello che andrà in scena oggi in commissione Affari legali (Juri) è un vero braccio di ferro. Da una parte le sinistre, con i Socialisti, i Verdi e gli eurodeputati del gruppo The Left, di cui fa parte Salis. Dall’altro, le destre, con i Conservatori, i Patrioti e i Popolari. Le sinistre sperano in qualche franco tiratore tra le fila del Ppe, il pressing in questo senso, infatti, pare che si sia particolarmente intensificato negli ultimi giorni. Ieri il gruppo dei Greens/Efa (i Verdi/Alleanza Libera Europea) hanno chiesto e ottenuto il voto segreto. Quindi, non saranno ammesse neanche le luci sullo schermo, in modo da non far sapere come si saranno espressi i 25 europarlamentari che fanno parte della commissione Juri. A Salis, per salvarsi, serviranno 13 voti contrari alla revoca. Al momento quelli della sinistra sono solo 11. Motivo per cui ha bisogno di due franchi tiratori.
Ilaria Salis, al voto oggi la relazione che la inchioda. “Ecco i motivi per cui le va tolta l'immunità”
«Il Parlamento non ha riscontrato alcuna prova di fumus persecutionis», ovvero «elementi dai quali si evinca che le azioni giudiziar...












