Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
23 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 13:33 del 23 Settembre
La Commissione Affari giuridici dell’Eurocamera ha respinto la revoca dell’immunità all’eurodeputata di Avs Ilaria Salis con 13 voti contro 12. L’organismo era chiamato a deliberare sulla revoca dell’immunità chiesta dall’Ungheria per l’eurodeputata di Alleanza Verdi Sinistra, accusata da Budapest di aver aggredito due neonazisti in occasione della giornata dell’onore, un raduno che commemora il tentativo fallito dei militari del Terzo Reich e dell’esercito ungherese alleato di Adolf Hitler di rompere l’assedio dell’Armata Rossa a Budapest nel 1945. Mistero su chi siano le due “manine” che all’ultimo hanno ribaltato il risultato del voto. Tra le ipotesi in campo c’è quella di due defezioni nel Partito popolare europeo, che in commissione contano 7 eurodeputati. I tabulati tuttavia non saranno disponibili in quanto lo scrutinio è avvenuto con voto segreto dopo una richiesta del gruppo dei Socialisti e Democratici.
“Difendere la mia immunità non significa sottrarmi alla giustizia, ma proteggermi dalla persecuzione politica del regime di Orbán – il primo commento di Salis -. È per questo che la sua tutela è essenziale. Le autorità italiane restano libere di aprire un procedimento a mio carico, come io stessa auspico e chiedo con forza”. “Il Parlamento Europeo difendendo oggi la sua immunità ha difeso lo Stato di Diritto in Europa, per tutte e tutti i cittadini”, esulta il co-presidente del gruppo The Left (del quale è membro l’eurodeputata italiana) Martin Schirdewan in una nota dal titolo: “Salis 1, Orban 0”. “I nostri colleghi della commissione giuridica hanno preso oggi una decisione in linea con i valori fondamentali dell’Unione europea. La democrazia e lo Stato di diritto sono pilastri fondamentali della nostra coesione europea. È importante che questi principi siano rispettati in tutti gli Stati membri, e anche Orban deve comprenderlo”.











