Investite nel porto di Napoli. Le potenzialità di sviluppo di questo scalo sono straordinarie. La darsena di levante è in via di ultimazione. Il trasferimento dei terminal contenitori nella nuova infrastruttura, daranno molto più spazio ai traghetti i quali, a loro volta, cederanno gli attuali spazi al turismo, alle crociere, alle vie del mare. Insomma dopo venti anni di attesa, la prospettiva di avere finalmente un nuovo spazio grande come quattro campi di calcio, la diga foranea più lunga di 270 metri, i fondali più profondi, mette in moto un circuito virtuoso straordinario per produrre. Il resto lo fa la posizione dello scalo al centro del Mediterraneo, la possibilità di avere ampi retroporti negli interporti di Nola e Marcianise. Nel salone della Stazione Marittima tutti gli operatori del porto, convocati dal Secolo XIX nell’ambito del tour attraverso i principali porti italiani, hanno avuto l’opportunità di valutare il grande lavoro fatto riconoscendo alla governance guidata da Andrea Annunziata un’azione di pungolo inesauribile per portare a termine i progetti del Pnrr. E lo stesso Annunziata ha chiosato come «pretestuose e interessate» le ultime dei sindacati sulla necessità di “cambiare passo”. «Abbiamo fatto e stiamo facendo tanto. Chi non vede - ha sottolineato il commissario Annunziata - ha interessi diversi che vuole difendere».