Il presidente di Uniport e ad del Conateco: "Bisogna sbloccare lavori fermi da 20 anni: in ballo 220 milioni già investiti. Lo scalo crea lavoro per 6.000 persone. Ultimate le opere, se ne potrebbero assumere altre 390
Genova – Uniport, l’associazione dei terminalisti portuali aderenti alla Confcommercio-Conftrasporto, ha riunito venerdì le aziende che operano nel porto di Napoli, con ospite d’onore Salvatore Deidda, presidente della commissione Trasporti alla Camera. «L’idea – spiega il presidente dell’Uniport, Pasquale Legora de Feo – è quella di organizzare questo tipo di incontri nei principali porti dove siamo presenti, a partire da Genova e Trieste, ma per l’emergenza che oggi rappresenta Napoli, era necessario partire da proprio da qui».
Quindi si è discusso di riforma dei porti. Il vostro progetto?
«Diciamo che in vista della riforma dei porti, abbiamo sottolineato le nostre istanze: pur condividendo l’impianto e le finalità della riforma, noi vorremmo partecipare a un confronto approfondito tra rappresentanze degli operatori, decisore politico e istituzioni per arrivare a un testo di riforma che effettivamente consenta di superare e risolvere gli aspetti problematici o dubbi della legislazione attuale. Che per noi sono: la necessità di un coordinamento tra le Autorità di sistema portuale; regole certe e uguali per tutti in tutti i porti; semplificazioni; chiarimenti sulle competenze delle singole istituzioni, quindi ministero, autorità dei Trasporti, garante della Concorrenza, Tribunali amministrativi, e questo anche in vista del nuovo ruolo che avrà la società Porti d’Italia prevista dalla riforma».






