Spesso ripetiamo che la nostra portualità, in particolare quella ubicata nell’area meridionale del Paese riveste un ruolo strategico vincente per la sua naturale rendita di posizione legata essenzialmente alla vicinanza al canale di Suez e quindi alla diretta convenienza per le navi porta container di attraccare in realtà portuali come come Taranto, come Napoli, come Gioia Tauro, cioè in nodi portuali in grado di consentire un immediato trasferimento sul sistema europeo. Questa oggettiva constatazione però non credo rappresenti la unica motivazione vincente, non sia il riferimento chiave che rende il Mezzogiorno tessera vincente nel mosaico logistico dell’intero bacino del Mediterraneo.

A differenza di altri HUB logistici le navi porta container trovano nella nostra portualità una rete ferroviaria e stradale che consente una immediata canalizzazione delle merci verso i vari terminali europei, verso gli interessanti mercati del sistema europeo ed in questo un ruolo, che oggi sottovalutiamo ma che con la realizzazione del Ponte sullo Stretto assumerà una vera occasione vincente, è il porto di Augusta. In realtà Augusta e Gioia Tauro potranno, nell’arco dei prossimi dieci anni, raggiungere una movimentazione di container superiore ai 10 milioni di TEU (container lungo 6 metri) ed il sistema campano, addirittura, potrà raggiungere, con i porti di Napoli e Salerno, la soglia dei 4 milioni di TEU. Forse sarebbe opportuno ricordarlo a coloro che osteggiano la realizzazione del ponte sullo Stretto che con la realizzazione della continuità territoriale i porti del Sud raggiungeranno una movimentazione superiore a quella registrata ormai sistematicamente da oltre venti anni nel nostro Paese pari a 10 milioni di TEU.