Suez riprende, in Africa si parla sempre di più italiano, il Mediterraneo è sempre più centrale nelle politiche di sviluppo. Se ne sono accorti perfino a Bruxelles dove si guarda sempre più guardare al Sud. I segnali arrivano e sono tutti importanti. Le compagnie di navigazione piano piano si stanno riavvicinando a Suez e questo, secondo molti analisti, è un processo lento ma continuo. Tra i grandi gruppi, ora sono le navi danesi di Moller-Maersk che smetteranno di circumnavigare l’Africa.
Il Gruppo ha annunciato che è stato avviato il ripristino dei passaggi attraverso il Canale di Suez e lo Stretto di Bab el-Mandeb. Maersk, insomma, dice basta alle deviazioni attraverso il Capo di Buona Speranza per il servizio Mecl. Shipping Italy rivela che con questa decisione il Gruppo danese ridefinisce l’intera programmazione del suo servizio Mecl (Maersk Exclusive), dedicato al collegamento tra il subcontinente indiano, il Medio Oriente e la costa orientale degli Stati Uniti.
Suez, la crisi non passa crolla il traffico merci maxi-navi su altre rotte
E, ancora, che «il via libera arriva a seguito dei feedback positivi ottenuti dai transit test delle unità Maersk Sebarok e Maersk Denver. L’obiettivo del Gruppo è l’ottimizzazione della supply chain: il ripristino della rotta mediterranea garantisce un taglio netto dei transit time, stimato in circa sette giorni, e restituisce efficienza alle catene logistiche globali». Secondo gli analisti «il ritorno a Suez equivale a un’iniezione immediata di capacità di stiva sul mercato dato che riducendo la durata dei viaggi, aumenta la frequenza delle navi disponibili. Questo scenario, in un contesto di domanda stabile, prefigura una tendenza al ribasso sui noli marittimi, che erano rimasti sostenuti proprio grazie alla minore capacità effettiva causata dalle lunghe rotte africane». La decisione di Maersk, sempre secondo le analisi, potrebbe ora spingere gli altri grandi gruppi del settore a rivedere le proprie strategie per non perdere competitività. Cma Cgm, infatti, aveva già adottato un approccio ibrido, sfruttando Suez quando possibile, mentre Hapag-Lloyd mantiene per il momento divieto di navigazione sul Mar Rosso, pur monitorando attentamente le mosse dei danesi. La novità è vista favorevolmente dai grandi operatori logistici i cui clienti premono per il ripristino dei servizi a transito rapido, essenziali per le merci deperibili o ad alto valore.








