Il Mediterraneo? È lo scrigno dei traffici via mare. Gli armatori lo sanno bene e sanno anche che la stabilità in Medio Oriente significa aver Suez sicuro, significa riprendere a pieno regime l’utilizzo dei nostri porti. La cautela è ancora tanta ma la fiducia cresce di ora in ora. «Se davvero si riuscirà a raggiungere una pace duratura in Medio Oriente, e quindi una stabilizzazione del Mediterraneo, – ha detto il presidente di Assarmatori, Stefano Messina - obiettivo che tutti auspichiamo perché la vita delle persone viene sempre prima di qualsiasi considerazione economica, anche il trasporto marittimo, in particolare quello italiano, ne trarrà grandi benefici. Trovo quindi miope concentrarsi solo sul possibile ulteriore calo dei noli a causa di una totale percorribilità del Mar Rosso. Il calo è in atto ed è un fenomeno che prosegue da settimane, se non da mesi, influenzato da diversi fattori, fra cui anche, ma non solo, dalle tensioni geopolitiche».

La vera differenza la farebbe la sicurezza. «Una situazione di stabilità - ha aggiunto - restituirebbe piena operatività al passaggio attraverso Bab el-Mandeb e quindi al Canale di Suez, consentendo di risparmiare giorni di navigazione e ridurre le emissioni, entrambi fattori legati alla circumnavigazione dell’Africa, e abbattere i costi assicurativi. Ma, soprattutto, il Mediterraneo tornerebbe al centro dello scacchiere mondiale dei traffici, proprio mentre si registrano tentativi di bypassare il nostro mare nei collegamenti fra Far East e Europa, preferendo la rotta artica, scelta rischiosa e ambientalmente dannosa. Speriamo dunque - ha concluso Messina - che il compromesso raggiunto in queste ore possa reggere: il commercio prospera in contesti di pace e sviluppo, e lo shipping si muove di conseguenza. Ricostruzione, rilancio, pacificazione sono sinonimi di benessere, e benessere chiama benessere con la prospettiva di un grande continente medio-orientale in grado di imprimere una spinta positiva all’economia mondiale».