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22 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 15:28

Non solo il traffico petrolifero, in Medio Oriente la situazione resta fortemente critica anche sul fronte della logistica industriale: le principali rotte alternative allo Stretto di Hormuz, attivate nelle scorse settimane per gestire l’emergenza, sono congestionate, generando un effetto imbuto sull’intera supply chain. A segnalare le difficoltà, relative al traffico cargo, Valentina Mellano, ceo di Nord Ovest spa, realtà che opera proprio nella logistica e nelle spedizioni nazionali e internazionali.

I mercati degli Emirati, quindi, considerando che “nessun armatore ha ripreso a transitare nello Stretto di Hormuz”, restano interessati ai flussi in ingresso, “ma raggiungerli è estremamente difficile se non impossibile”. A maggior ragione con i porti utilizzati come valvole di sfogo nell’area del Golfo, come Khor Fakkan o Sharjah. E se le direttrici verso l’India o Jeddah restano formalmente invariate, non sono comunque immuni alle tensioni regionali. “Le rotte terrestri, ad esempio via Egitto, inizialmente considerate opzioni percorribili, comportano costi molto elevati e non sempre risultano sostenibili su scala industriale” spiega Mellano.