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22 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 7:55

Oggi entra nel vivo l’ottantesima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ed è bene sottolineare che il futuro dell’Onu passa necessariamente dalla ricerca della verità per la morte di Mario Paciolla e di Luca Attanasio, quest’ultimo assassinato insieme al carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e all’autista Mustapha Milambo.

Nessuna credibilità potrà mai ri-fondarsi nella opacità di una istituzione inventata all’indomani della fine della seconda guerra mondiale per garantire pace mondiale attraverso il negoziato e progressivamente liquidata in maniera sempre più spudorata dalla immarcescibile, odiosa, avidità di élite contrapposte per smania di potere. A scanso di equivoci, io sono radicalmente convinto della necessità di ogni strumento giuridico e prima ancora politico-culturale che favorisca il rispetto reciproco, il dialogo, la mediazione: amo tutto ciò che è stato prodotto in tal senso nei primi dieci anni successivi all’inferno scatenato dai nazionalismi del primo Novecento. Su tutto l’art. 11 della nostra Costituzione repubblicana, che in un sol colpo riesce a sintetizzare in maniera formidabile il “no” alla guerra, “ripudiata” (loro pensavano una volta per tutte!), col “sì” alla cooperazione sovranazionale.