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Ultimo aggiornamento: 9:15
Sostenere la Commissione parlamentare d’inchiesta per continuare a chiedere verità e giustizia per l’ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e l’autista del programma Alimentare Mondiale (Pam) Mustapha Milambo. È questo l’auspicio, nel quinto anniversario dal mortale agguato nella Repubblica Democratica del Congo, di Marco Lombardo, senatore del gruppo misto tra le fila di Azione, nonché membro – fra le altre cose – della “Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani”. Il senatore Lombardo è primo firmatario del disegno di legge per l’istituzione di una commissione sulle morti dell’ambasciatore Attanasio, di Iacovacci e anche del cooperante Mario Paciolla. In occasione dell’anniversario spiega a Ilfattoquotidiano.it i motivi della sua battaglia.
Senatore Lombardo, come è nato il suo coinvolgimento nel dossier?
Ho seguito la vicenda fin dall’inizio, il fatto era talmente grave che mi ha scosso ancora prima della mia elezione a parlamentare. Una volta eletto, in commissione Diritti Umani abbiamo svolto diverse audizioni, sia per il caso Attanasio che per il caso Paciolla, al termine delle quali è stata votata una risoluzione all’unanimità. Dopo l’archiviazione per non luogo a procedere da parte della procura, l’unica strada era la proposta di legge. Io sono il primo firmatario, ma si tratta di un lavoro di gruppo, che mira al coinvolgimento di tutte le forze politiche. Abbiamo deciso di non enfatizzare i punti più divisivi, come l’immunità diplomatica dei funzionari Onu, proprio per poter ottenere un consenso unanime. Abbiamo anche specificato che la volontà della commissione non è quella di sindacare su eventuali responsabilità della Farnesina o di alcuni ministri, proprio per non dare un carattere di parte. Eppure…









