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Ultimo aggiornamento: 17:45

In Senato oggi i famigliari di Mario Paciolla, Luca Attanasio, Vittorio Jacovacci, insieme a parlamentari, avvocati, giornalisti, attivisti, sono intervenuti per chiedere la istituzione urgente di una unica commissione di inchiesta su quelle tragiche vicende. Assente ingiustificato il Governo, come pure i parlamentari di maggioranza. Una vergogna che potrà essere scongiurata soltanto da fatti concludenti, altrimenti, come ha più volte ribadito il padre di Luca Attanasio, Salvatore: “Il silenzio equivarrà a complicità nelle morti dei nostri cari”.

Eppure unanime era stato il voto dei parlamentari componenti della Commissione straordinaria per i diritti umani del Senato nel momento in cui c’era da approvare una risoluzione volta ad impegnare lo Stato italiano a fare ogni sforzo per accertare la verità. Come si spiega questo “voltafaccia”? Perché unanimi nell’esprimere cordoglio e buone intenzioni, ma divisi quando si tratta di passare alle decisioni conseguenti – ovvero far votare la proposta di legge di istituzione della Commissione di inchiesta?

Una proposta di legge matura perché raccoglie la consapevolezza condivisa degli stessi parlamentari estensori, Marco Lombardo in Senato, Marco Sarracino alla Camera, che la Commissione dovrà appunto essere unica, proprio a sottolineare da un lato la responsabilità dello Stato nel tutelare la vita di propri concittadini impegnati all’estero e dall’altro l’opacità delle Nazioni Unite nel fornire pieno supporto alle indagini. Una opacità che rischia di trasformare, come ha sottolineato Anna Paciolla, mamma di Mario, l’immunità funzionale degli operatori Onu in radicale impunità anche in casi di crimini gravissimi.