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Ultimo aggiornamento: 7:27
di Rocco Tralli
È dalla continua violazione della norma fondamentale della Carta delle Nazioni Unite — il divieto dell’uso della forza contro uno Stato sovrano sancito dall’articolo 2, paragrafo 4 — e dallo svuotamento dello Statuto della Corte penale internazionale, che include tra i crimini di sua competenza il crimine di aggressione, che si misura oggi la crisi più profonda del diritto internazionale.
Troppe guerre, troppe violazioni, troppa impunità, troppi doppi standard. Ma dire che il diritto internazionale è morto rischia di essere una sconfitta troppo pesante. Il diritto internazionale può sopravvivere solo se qualcuno decide di difenderlo. E quel qualcuno non sono soltanto i governi, le corti o le organizzazioni multilaterali, ma siamo anche noi cittadini.







