A una settimana dal downgrade della Francia, Fitch rialza il rating sul debito sovrano dell’Italia. È certamente una buona notizia per il nostro Paese anche perché, a valle della promozione che porterà benefici ai titoli di Stato, nei prossimi giorni seguirà il miglioramento delle aziende statali e di banche e assicurazioni (in quanto grandi detentrici di BTp). Come spesso capita per le decisioni delle agenzie di rating, la doppia mossa arriva in netto ritardo rispetto a quanto i mercati finanziari evidenziavano da mesi. Malgrado i rating di Italia e Francia restino tuttora diversi, i rendimenti dei titoli di Stato sulle scadenze fino a 10 anni sono praticamente identici. Il che significa che per Francia e Italia indebitarsi sui mercati ha oggi lo stesso costo.

Il confronto

Vista in chiave europea, l’ulteriore buona notizia è che ormai i tassi di interesse che i singoli Paesi pagano quando si indebitano sono analoghi in Francia, Italia, Spagna, Portogallo e Grecia. Resta un divario nei confronti con la Germania, ma con spread in netto calo rispetto agli anni della crisi dell’euro. Il differenziale BTp-Bund è sceso la settimana scorsa sotto gli 80 punti, ai minimi degli ultimi 15 anni.