Se si guarda l’andamento della Borsa di Parigi (+0,99% ieri) e quello dei titoli di Stato francesi (con prezzi in lieve rialzo e rendimenti in calo di circa lo 0,03 punti percentuali), verrebbe da dire che il mercato ha accolto il taglio del rating di Parigi deciso venerdì notte da Fitch come una non-notizia. In fondo la Borsa è salita e anche i titoli di Stato hanno avuto acquirenti.
Ma se si guarda il mercato più in profondità, nelle sue spigolature, emerge un messaggio ben diverso: gli investitori non solo scontavano quel declassamento da “AA-” ad “A+” (nessuna sorpresa dunque), ma anzi ne scontavano e ne scontano molti di più. È già tutto lì, nei prezzi di mercato.
Lo dimostra il fatto che i rendimenti dei titoli decennali francesi ieri sono scesi, vero, ma meno di quelli italiani (calati di 5 punti base) o di quelli spagnoli (-4 punti base). Lo conferma il fatto che ieri pomeriggio i bond dello Stato francese erano costretti a pagare rendimenti analoghi a quelli italiani: 3,47% contro 3,47% sui terminali Bloomberg.
Infine lo ribadisce il fatto che - secondo i calcoli di Goldman Sachs - ormai l’80% dei bond aziendali di tutta l’Eurozona con rating “investment grade” (da BBB- a AAA) paga rendimenti più bassi rispetto a quelli dei titoli di Stato francesi. E anche molte aziende d’Oltralpe, almeno una decina, hanno lo stesso privilegio: finanziarsi sul mercato a tassi più bassi di quelli pagati dallo Stato.











