Anche a causa dei 2,5 milioni evasori, quest'anno i contribuenti hanno impiegato 156 giorni per onorare tutte le richieste avanzate dal fisco.

In altre parole, per rispettare le decine di scadenze previste dal calendario fiscale, le persone fisiche e quelle giuridiche hanno teoricamente lavorato per lo Stato sino all'inizio dello scorso mese di giugno.

Versamenti che, rileva la Cgia, sono necessari per retribuire i dipendenti pubblici, la sanità, la scuola i trasporti, le forze dell'ordine. Solo dal 6 giugno fino al prossimo 31 dicembre (209 giorni) gli italiani lavoreranno per sé stessi e per la propria famiglia In Italia, purtroppo, i contribuenti onesti versano molte tasse perché ci molti 'disonesti'. Dalle ultime stime dell'Istat riferite al 2022, infatti, sono quasi 2,5 milioni le persone fisiche occupate irregolarmente, o se in proprio senza partita Iva. Il numero più elevato è in Lombardia con 379.800 unità.

Seguono i 319.400 del Lazio e i 270.200 della Campania. Se, invece, calcoliamo il tasso di irregolarità, dato dal rapporto tra il numero di occupati irregolari e il totale degli occupati di ciascuna regione, prima la Calabria con il 17,1%. Poi la Campania (14,2), la Sicilia (13,6) e la Puglia (12,6). La media italiana è del 9,7% Negli ultimi trent'anni, la pressione fiscale più bassa è stata nel 2002 con il Governo Berlusconi, quando si attestò al 38,9% del Pil, -3,8 punti rispetto alla percentuale prevista nel 2025.