«È finito un incubo», ha detto subito dopo aver varcato la porta d’uscita del carcere di Pordenone, davanti alla moglie, alle figlie e al suo avvocato Stefano De Rosa, che lo aspettavano fuori trepidanti. Perché alla fine, seppur al termine di un percorso contorto che l’ha portato in cella per uno «scambio di persona», la giustizia ha trionfato dopo avere per quasi un mese stritolato in un «processo kafkiano» Ovidiu A., un trentenne romeno, impiegato con un lavoro fisso e una vita serena a Iasi, quarta città del paese: ieri era felice come una Pasqua per la scarcerazione, ma sta anche già ragionando su una richiesta di danni per ingiusta detenzione.