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Marco Galluzzo

A Bruxelles Fitto non partecipa al voto sulla stretta contro Israele. L'asse con Berlino: netta contrarietà ai dazi e ai limiti sulla ricerca

Le sanzioni che la Commissione europea ha adottato contro Israele vengono giudicate da tutti, compresi i vertici della burocrazia di Bruxelles, come misure all’acqua di rose. Dopo mesi di incertezza, la notizia non è il merito, ma il passo in avanti, che però resta tutto politico, visto che probabilmente le due misure più incisive, sul piano commerciale e della collaborazione in materia di ricerca scientifica, potrebbero non vedere mai la luce.

Uno dei tasselli che depotenzia al momento un set di misure che sono già blande porta da Bruxelles sino a Palazzo Chigi. Da quello che sembra di capire da fonti di governo, la prima indicazione che è arrivata in materia di sanzioni da parte dell’esecutivo di Giorgia Meloni è quella di non essere determinanti. Sia che lo sforzo della commissiona fallisca, sia che abbia successo, l’Italia non vuole stare sotto i riflettori.