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Stretta tra la pressione di un numero sempre maggiore di Stati membri, delle forze progressiste al Parlamento europeo e dai movimenti di sinistra che scendono in piazza, la Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen si è decisa a fare qualcosa. A solo una settimana dalla promessa pronunciata nel Discorso sullo Stato dell'Unione l'Esecutivo Ue ha messo in piedi una serie di misure contro Israele, che dovranno tuttavia superare il vaglio, non scontato, degli Stati membri al Consiglio. Bruxelles propone di sospendere alcune disposizioni commerciali dell'Accordo di associazione tra l'Ue e Israele, nonché, sulla scia di quanto già fatto dal Regno Unito, di comminare sanzioni ai due ministri estremisti del governo israeliano: quello per la Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, e per le Finanze, Bezalel Smotrich, così ai coloni violenti della Cisgiordania: tre individui e sei entità. Si propongono poi sanzioni ad altri dieci membri di Hamas. La Commissione sospende inoltre il suo sostegno bilaterale a Israele, ad eccezione del sostegno alla società civile e a Yad Vashem. Concretamente, si tratta di circa 6 milioni di euro all'anno nell'ambito dello strumento «Global Europe» per il Vicinato, lo sviluppo e la cooperazione, e di 14 milioni di euro in totale nell'ambito dei progetti di cooperazione istituzionale bilaterale, e nel quadro dei cosiddetti «Accordi di Abramo».