Per la prima volta nella storia dell'Unione europea, la presidenza della Commissione ha proposto sanzioni contro Israele. Lo ha fatto Ursula von der Leyen durante il discorso istituzionale più importante dell'anno: quello sullo Stato dell'Unione in cui si parla della visione della Commissione per l'anno a venire."La carestia provocata dall'uomo non può mai essere un'arma di guerra", ha dichiarato mercoledì 10 settembre von der Leyen davanti al Parlamento europeo riunito a Strasburgo per il tradizionale discorso che ogni settembre delinea le priorità politiche e legislative per l'anno successivo. Davanti a un'aula divisa tra applausi e fischi, la leader tedesca ha annunciato che l'Europa sospenderà tutti gli aiuti bilaterali a Israele e proporrà sanzioni contro ministri estremisti e coloni violenti. Ha anche chiesto la sospensione parziale dell'accordo di associazione che dal 1995 garantisce a Tel Aviv vantaggi commerciali preferenziali con il mercato europeo.Le misure annunciate e il percorso verso l'approvazioneIl pacchetto di misure proposto dalla Commissione europea prevede tre livelli di intervento contro Israele. Il primo riguarda la sospensione immediata di tutti i finanziamenti bilaterali, con l'eccezione dei fondi destinati alla società civile israeliana e al memoriale dell'Olocausto Yad Vashem. Il secondo livello prevede sanzioni personali contro quelli che ha definito ministri estremisti, riferendosi implicitamente a figure come Itamar Ben-Gvir e Bezalel Smotrich, già sanzionati unilateralmente da Svezia e Paesi Bassi per le loro dichiarazioni di incitamento alla violenza contro i palestinesi in Cisgiordania.Il terzo e più significativo intervento riguarda la sospensione parziale dell'accordo di associazione Ue-Israele, specificamente nelle parti relative al commercio. Questo accordo garantisce a Israele un accesso preferenziale al mercato europeo e la sua sospensione rappresenterebbe un colpo economico significativo per Tel Aviv. L'alto rappresentante per la politica estera Kaja Kallas aveva già sottoposto agli stati membri dieci diverse opzioni per sanzionare Israele, mentre la Commissione aveva recentemente proposto di escludere parzialmente il paese dal programma di ricerca Horizon Europe.Tuttavia, l'implementazione di queste misure non sarà automatica. Ora, infatti, la palla passa al Consiglio dell'Ue. Sia le sanzioni che la sospensione dell'accordo commerciale richiedono l'unanimità dei 27 stati membri, un ostacolo che finora ha paralizzato ogni tentativo di azione europea sulla questione palestinese. Paesi come Germania, Repubblica Ceca e Ungheria hanno sistematicamente bloccato proposte simili e continuano a fornire armi all'esercito israeliano. C'è da dire, però, che l'Ue ha stabilito che alcune misure commerciali potrebbero essere sospese con una maggioranza qualificata del 55% dei paesi (15) in rappresentanza di almeno il 65% della popolazione europea, quindi senza che sia necessaria l'unanimità.Il contesto politico europeo e le altre priorità del discorsoIl discorso sullo Stato dell'Unione rappresenta molto più di una semplice dichiarazione programmatica. Istituito nel 2010 sull'esempio americano, questo appuntamento annuale serve a rendere più trasparente e democratica la politica europea, permettendo al presidente della Commissione di presentare pubblicamente le iniziative legislative per i dodici mesi successivi. Quest'anno il discorso di Ursula von der Leyen arriva in un momento particolarmente delicato, all'inizio del suo secondo mandato dopo le elezioni europee di giugno che hanno visto un rafforzamento delle forze euroscettiche e di estrema destra.La questione israeliana ha esposto le profonde divisioni all'interno dell'Unione su come rispondere alle crisi internazionali. "L'obiettivo dell'Europa è sempre stato lo stesso: vera sicurezza per Israele e un futuro sicuro per tutti i palestinesi", ha affermato von der Leyen, cercando di bilanciare le diverse sensibilità presenti nell'Unione. Mentre Spagna e Irlanda da mesi chiedono un embargo sulle armi e sanzioni economiche, il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha denunciato apertamente i doppi standard occidentali nel trattare diversamente le guerre in Ucraina e a Gaza. Questa incoerenza, secondo Sánchez, minaccia la credibilità globale dell'Europa. Sul fronte opposto, la Germania mantiene una posizione di sostegno a Israele per ragioni storiche, mentre paesi come l'Ungheria di Viktor Orbán si oppongono per principio a qualsiasi sanzione.Oltre a questo, Ursula von der Leyen ha dedicato ampio spazio anche all'Ucraina e alla risposta europea all'invasione russa. Ha annunciato che l'Ue utilizzerà i beni russi congelati per finanziare un prestito per le riparazioni a Kyiv, senza però confiscare direttamente questi asset. Ha anche proposto un vertice internazionale per coordinare gli sforzi per il ritorno di bambine e bambini ucraini rapiti dalla Russia. L'Unione si prepara al diciannovesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, che includerà misure contro la flotta ombra utilizzata per aggirare le restrizioni petrolifere. Dal febbraio 2022, l'Europa ha fornito quasi 140 miliardi di euro in assistenza finanziaria, umanitaria e militare all'Ucraina. La presidente ha difeso anche il controverso accordo tariffario con gli Stati Uniti, sostenendo che ha stabilizzato i rapporti transatlantici ed evitato una guerra commerciale in un momento di tensioni globali crescenti.