di Luigi Gallo e Francesca Scafuto*

È possibile promuovere sia il benessere individuale che la connessione con la natura? Ne abbiamo già parlato sul Fatto Quotidiano. Ci sono diverse esperienze che hanno questo obiettivo, tra cui MINDhEARTH, ideato dalla psicoterapeuta e ricercatrice Phd Francesca Scafuto con l’Università di Udine e di Pisa. La ricerca è stata pubblicata su Frontiers in Psychology e sui quaderni della Fondazione dell’Ordine degli psicologi della Toscana.

Il programma realizzato in tre istituti superiori in una ricerca-intervento che ha coinvolto finora un totale di 211 adolescenti, è stato anche applicato nel corso di una didattica speciale all’Università di Pisa, su 25 studenti universitari. Sono iniziate, inoltre, formazioni in altri quattro istituti scolastici direttamente ai docenti perché se ne facciano loro stessi promotori. In un istituto, il percorso si è concluso con una progettazione collettiva del verde scolastico ed una azione cooperativa di riqualificazione.

I primi risultati quantitativi mostrano effetti significativi sia sul benessere edonico, ovvero sul senso di felicità soggettiva, che sul benessere eudaimonico (in particolare sulla dimensione dell’autonomia, ovvero una maggiore indipendenza dalle pressioni esterne, e dello scopo di vita). Inoltre, il programma incrementerebbe l’agire dismettendo il pilota automatico (mindful acting). Risultati qualitativi, invece, derivanti dai report dei ragazzi rispetto ai benefici avvertiti, hanno mostrato che il secondo tema che risulta più frequente nelle loro risposte, dopo la connessione con sè, ovvero la consapevolezza delle proprie emozioni, è proprio il sentire benefici rispetto ad un rinnovato senso di connessione con la natura.