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La sinistra ha creato una narrazione ad hoc attorno all'attivista assassinato per farlo apparire come un "pericoloso fascista". Ma i fatti dimostrano il contrario
Da quando è stato assassinato, l’attivista conservatore Charlie Kirk è diventato il bersaglio del feroce odio della sinistra in tutto l’Occidente. In particolare, alcune sue dichiarazioni sono finite sotto il microscopio dei progressisti, ovviamente estrapolate dal loro contesto e modificate – o inventate di sana pianta – perché si adattassero alla narrativa del “pericoloso fascista”.
Tra le varie accuse piovute sul 31enne ucciso, vi è anche quella di omofobia, già smontata grazie alla diffusione di un video. Meno di due minuti, tanto è bastato a Kirk per zittire un ragazzo che sosteneva di voler escludere gli omosessuali dal movimento conservatore. “Potessi fare a modo tuo, cosa faresti con i gay in America? Perché se dici che non sono ammessi nel movimento conservatore, li cacceresti ogni volta che si presentano al Partito repubblicano?”, chiede l’attivista nel filmato. “Fossi al comando, cosa gli diresti? ‘Non puoi far parte del Partito repubblicano?’”. “Se qualcuno dice apertamente di essere omosessuale sì, non dovrebbe far parte dei conservatori”, risponde il suo interlocutore. Una frase che apre alle domande di Kirk, che lo interroga sul perché sia così interessato alla vita privata delle persone. “È contro Dio, ecco perché. Sei cristiano o no? Hai detto di essere cristiano”, l’accusa del ragazzo.







