Per celebrare la medaglia d’oro di Mattia Furlani ai Mondiali di atletica di Tokyo 2025, riproponiamo l’ultima intervista rilasciata dall’atleta pre-ritiro a U la Repubblica.

Di Mattia Furlani si è parlato da subito come di un fenomeno. I tecnici che ruotano intorno al mondo dell’atletica azzurra da anni lo considerano uno dei nostri migliori talenti. Bello da vedere, grande maturità e capacità di concentrazione, Mattia è diventato presto il simbolo del salto in lungo e della nostra Gen Z nello sport. Primatista italiano assoluto e mondiale under-20 (li ha compiuti a febbraio), quando a fine 2024 venne nominato “Atleta mondiale emergente” dalla World Athletics ai più sembrò una presa d’atto. D’altronde bastava guardare Parigi e lo Stade de France tutto per lui, lo scorso agosto, in quel salto che gli valse il bronzo olimpico. E otto mesi dopo Nanchino, quando andò a prendersi l’oro dei Mondiali indoor. Oggi i ragazzini lo imitano, gli sponsor lo vogliono, i media lo seguono. Alla vigilia di una lunga estate agonistica, con la Diamond League che lo porterà all’appuntamento dei Mondiali (a Tokyo dal 13 al 21 settembre), Furlani si racconta a U.

Lei che è abituato ai salti in avanti, faccia con noi un passo indietro: qual è il primo ricordo legato allo sport?