TOKYO. Nel nome di Mattia Furlani che a 20 anni vince l’oro mondiale nel salto in lungo. Il National Stadium di Tokyo si conferma la nostra culla, dove l'Italia è a proprio agio, dove sta beata tra i sogni, dove si vedono risultati che danno il via a ondate di successi: «Io qui, con la testa ci sto sempre e per sempre, dalla felicità di questo momento non me ne vado mai».
Il salto d’oro di Furlani ai Mondiali di atletica: 8,39 nel lungo, primo oro per l’Italia a Tokyo
Ventiquattro anni dopo Fiona May, l'Italia torna in cima al mondo con un talento evidente, con uno degli italiani (e ormai sono diversi) che ci dicono quanto questa generazione sia pronta per essere subito al vertice. Senza imbarazzi, con grande personalità. Quella che Furlani mette in questa gara è notevole. La prima parte è una scalata, una fatica: aggrappato con una mano sulla roccia mentre gli altri gli passano da tutte le parti e sarebbe tanto semplice lasciarsi ciondolare lì, trovare prese più sicurezza, percorsi per il futuro invece lui regge al settimo posto in cui a un certo punto resta invischiato, regge la sequenza di prove oltre gli 8,30 metri degli avversari e al quinto turno vola.
L’intervista- Furlani: “Tokyo speciale, salto per chiudere il cerchio. I giovani crescono, Italia indifferente”










