Abbiamo sognato innumerevoli volte ad occhi aperti di scostare il ciuffo dalla fronte di Robert Redford, rigorosamente da destra verso sinistra, rimboccandogli i capelli dietro l’orecchio, noi ex ragazze degli anni Sessanta. Come fa Streisand - che sul set aveva perso la testa per lui - non una ma due volte in Come eravamo, il romanzo di formazione per adulti che ha cambiato per sempre la nostra percezione della bellezza maschile: quando Katie incontra Hubbell addormentato sulla sedia durante la festa e alla fine, nella scena che anche rivista per la cinquantesima volta provoca un senso di illanguidimento che sa di piccola vendetta.
Un maschio «morbido» negli anni di Bronson e Eastwood: perché abbiamo amato così tanto Robert Redford
È nella scelta di ruoli da perdente che Redford, morto martedì a 89 anni, ha trovato terreno fertile per l’alleggerimento di un karma che aveva previsto per lui la morte di due figli










