È il maggiore lago italiano, tra la provincia di Brescia, in Lombardia, quella di Verona in Veneto e quella autonoma di Trento in Trentino-Alto Adige. Uno spazio dilatato nel quale la Storia ha lasciato straordinarie testimonianze materiali. Con una concentrazione di specie vegetali ed animali unica. Peccato però che il Lago di Garda rischi di stravolgersi. “I temi della lettera contemplano fra gli altri il contenimento dell’overtourism, l’arresto della cementificazione, la regolamentazione dell’insostenibile traffico, per muoverli ad azioni positive rispetto al lago e alle sue coste”, ha scritto in una nota inviata a tutti i sindaci e consiglieri gardesani il Coordinamento interregionale per la tutela del Lago di Garda, la realtà che da aprile 2023 unisce 30 associazioni ambientaliste. A questi punti si aggiungono anche “la sospensione dei lavori della ciclovia, la regolamentazione degli affitti”.
Elencate le criticità, il Coordinamento chiede alcuni interventi concreti alle pubbliche amministrazioni. La sofferenza dello specchio d’acqua e degli spazi circostanti, evidente. Innegabile. E preoccupante. Soprattutto a causa del fenomeno dell’overtourism. Così agli inizi di agosto, in coincidenza con il maggiore afflusso turistico il Coordinamento ha predisposto e distribuito un volantino in più lingue, in cui si chiede a chi viene in vacanza un aiuto. Un invito a seguire delle “buone pratiche”. Rispettose dell’ambiente naturale, ma anche di chi abita quei luoghi.






