Tra depistaggi, arresti e scarcerazioni, ci sono voluti 15 anni ed 11 giorni per arrivare ad un primo momento di verifica giudiziaria sull'omicidio di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica (Salerno) ucciso con nove colpi di pistola la sera del 5 settembre 2010 ad Acciaroli.
Martedì mattina, dinanzi al gup Giovanni Rossi del Tribunale di Salerno, si è tenuta l'udienza preliminare per cinque delle persone coinvolte.
Si tratta del colonnello dei carabinieri Fabio Cagnazzo, dell'ex brigadiere Lazzaro Cioffi, dell'imprenditore Giuseppe Cipriano, dell'ex collaboratore di giustizia Romolo Ridosso e di Giovanni Cafiero (che deve rispondere solo del traffico di droga).
Per la procura di Salerno, infatti, il movente dell'omicidio del "sindaco pescatore" sarebbe legato proprio ad un traffico di sostanze stupefacenti riconducibile ad ambienti camorristici nel quale sarebbero stati coinvolti anche esponenti dell'Arma. Vassallo lo avrebbe scoperto e avrebbe voluto denunciare tutto. Ma fu ucciso pochi giorni prima da una mano che, ad oggi, resta ancora sconosciuta.
"Non cerchiamo vendetta, cerchiamo la verità", ha detto Dario Vassallo, il fratello di Angelo, presente all'esterno della Cittadella Giudiziaria di Salerno. "In questo tribunale sono indagati uomini dello Stato e quindi è estremamente grave per lo Stato stesso. Penso che Angelo sarebbe contento: la sua battaglia per la legalità è diventata quella di un Paese intero".







