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Le proteste in Nepal, che la settimana scorsa hanno portato al rovesciamento del governo e alla nomina di un nuovo esecutivo ad interim guidato dall’ex presidente della Corte suprema Sushila Karki, sono le più recenti di una serie di rivolte antigovernative che negli ultimi anni hanno coinvolto vari paesi dell’Asia meridionale e del sud-est asiatico, tra cui principalmente Bangladesh, Indonesia e Sri Lanka, oltre al Nepal. Tutte queste proteste hanno avuto molti elementi in comune, tanto che molti media le hanno raggruppate in un unico fenomeno e qualcuno ha parlato perfino di una «primavera asiatica» (un riferimento alla primavera araba, un movimento di proteste popolari che a partire dal 2011 cercò di rovesciare molti governi del Medio Oriente). È un paragone azzardato, ma i punti in comune tra le varie rivolte asiatiche sono importanti.

Anzitutto sono proteste giovanili. In Nepal si è parlato proprio di proteste della Gen Z, la “generazione Z” che comprende le persone nate fra il 1997 e il 2012, perché molti dei manifestanti erano giovanissimi, e alcuni erano scesi in strada con indosso le divise scolastiche.

Manifestanti si fanno un selfie davanti al palazzo del governo in Nepal, 9 settembre 2025 (AP Photo/Niranjan Shrestha)